De Juliis 1948

Produciamo vini artigianali che riflettono l'identità del territorio, attraverso tecniche di vinificazione ancestrali e un profondo rispetto per la terra.
Ogni bottiglia racconta la nostra storia e quella di un territorio straordinario.

“Il vino deve sapere di terra, di sole e della mano che lo ha curato.”

Massimiliano De Juliis

Tre generazioni, una terra, un’identità.


La nostra storia inizia il 19 giugno 1948, quando Sestilio ed Emidio De Juliis, marchigiani, acquistano da Laura Boncompagni-Ludovisi la storica Tenuta di Porta Medaglia, lungo la via Ardeatina, nel cuore della campagna romana.
Da allora, questa terra vulcanica è rimasta in mani familiari: prima con Antonio, nostro padre, e oggi con me, Massimiliano. Una tradizione agricola che si rinnova ogni giorno, tra rispetto per la natura e passione per il vino.

Abbiamo scelto il nome “De Juliis 1948 – Tenuta di Porta Medaglia” per onorare le nostre radici e il luogo. Quell’anno, mio nonno pose la prima pietra della nostra storia agricola acquistando questa tenuta. Oggi, continuiamo quel percorso con orgoglio e visione, nel cuore dell’Agro Romano, a ridosso del Parco dell’Appia Antica.

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La nostra filosofia

Sostenibilità. Artigianalità. Identità.

Coltiviamo con un approccio biologico-rigenerativo:
inerbimento naturale
sovesci
lavorazioni minime del suolo

Coltiviamo con un approccio biologico-rigenerativo
Inerbimento naturale, compost autoprodotto, sovesci, lavorazioni minime del suolo: ogni scelta agronomica è pensata per rigenerare il terreno, aumentare la biodiversità e affrontare i cambiamenti climatici con consapevolezza. Coltivare, per noi, significa custodire la vita del suolo e rafforzarne la vitalità, in un equilibrio che guarda al futuro.

Vitigni storici, scelte consapevoli
Coltiviamo varietà antiche come Malvasia di Candia, Trebbiano e Malvasia del Lazio (puntinata), recuperate grazie alla ristrutturazione di un vecchio vigneto piantato da mio padre nel 1971. Da quelle uve nasce Antonio, un vino dedicato a lui, che quel vigneto lo realizzò con le sue mani.
A queste si affiancano Montepulciano e, soprattutto, un vitigno a cui siamo profondamente legati: il Ciliegiolo.
Un tempo molto presente nell’Agro Romano e nei Castelli Romani accanto al Cesanese, era scomparso da decenni nella nostra zona. Abbiamo deciso di recuperarlo a partire da un vecchio vigneto di famiglia, sopravvissuto come una reliquia viva del passato. Ne abbiamo selezionato le marze, custodito il patrimonio genetico, e dopo anni di lavoro, dal 2025 il nuovo impianto entrerà finalmente in produzione.
Un gesto d’amore verso il passato e di impegno verso il futuro. Un modo per restituire dignità a un’uva che sa raccontare, con eleganza e autenticità, questa terra vulcanica.

In cantina, il minimo intervento
Crediamo in una vinificazione rispettosa e misurata: fermentazioni spontanee, lieviti indigeni, contenitori naturali come giare in terracotta, botti in cemento, affinamenti in castagno e rovere, e — quando serve — anche acciaio. Ogni scelta è pensata per accompagnare il vino, mai per sovrastarlo.
Attualmente produciamo un bianco in acciaio, un bianco macerato e, a breve, due rossi entrambi a base di Ciliegiolo.

accoglienza
Wine Club

Un luogo da vivere

Stiamo creando un nuovo spazio di accoglienza: una sala degustazione e un angolo tra i filari dove vivere il vino.
Aperitivi al tramonto, degustazioni guidate, serate a tema.
Ogni calice sarà un racconto. Un ponte tra chi crea e chi assapora.